Ambiente ed energia: Istat racconta le trasformazioni dell’Italia

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L'Italia sta affrontando una trasformazione profonda che coinvolge ambiente, energia, industria e modelli di sviluppo. È quanto emerge da "Ambiente ed energia", la nuova pubblicazione dell'Istat della collana "Storie di dati", che fotografa i principali cambiamenti avvenuti nel Paese negli ultimi decenni e offre uno strumento di analisi per orientare le politiche pubbliche e le strategie delle imprese in una fase di transizione ecologica.

Il rapporto analizza l'evoluzione dell'uso del suolo, gli effetti dei cambiamenti climatici, i consumi energetici, la crescita delle fonti rinnovabili e i progressi dell'economia circolare, delineando alcune delle principali sfide che interessano anche la Sardegna, impegnata a coniugare la valorizzazione del patrimonio ambientale con il rilancio del proprio sistema produttivo.

Tra i dati più significativi emerge la crescente vulnerabilità del Mediterraneo agli effetti del cambiamento climatico. Negli ultimi anni sono aumentati i giorni di caldo intenso e le notti tropicali, mentre la temperatura media del Mar Tirreno è cresciuta di oltre un grado rispetto agli anni Quaranta, con ricadute sugli ecosistemi, sulle risorse idriche e sui comparti economici più legati al territorio, a partire dal turismo e dall'agricoltura.

L'analisi evidenzia anche i progressi compiuti nella decarbonizzazione. Dal 1990 al 2024 le emissioni di gas serra italiane si sono ridotte di quasi il 30%, grazie all'aumento dell'efficienza energetica, alla trasformazione del sistema produttivo e alla diffusione delle energie rinnovabili. Parallelamente, la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili continua a crescere: tra il 2005 e il 2024 è passata dal 7 al 21% dei consumi energetici nazionali e oggi copre quasi la metà della produzione elettrica italiana, con l'obiettivo di raggiungere circa i due terzi entro il 2030.

Si tratta di una prospettiva che interessa direttamente la Sardegna, territorio con un elevato potenziale nello sviluppo delle energie rinnovabili e delle tecnologie per la transizione energetica. Il rafforzamento delle filiere industriali legate all'eolico, al fotovoltaico, ai sistemi di accumulo, all'idrogeno e alle reti intelligenti rappresenta infatti una leva strategica per aumentare la competitività dell'isola e attrarre nuovi investimenti.

Il rapporto dedica spazio anche all'economia circolare, evidenziando come la gestione dei rifiuti abbia registrato importanti miglioramenti. Oggi il 55% dei rifiuti urbani viene avviato a riciclo o compostaggio, mentre il ricorso alla discarica è sceso al 15%, al di sotto della media europea. In questo contesto spicca anche il risultato di Cagliari, tra le poche città metropolitane italiane ad aver già superato il 65% di raccolta differenziata, confermando come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme.

Il documento Istat conferma come la transizione ecologica non rappresenti soltanto una sfida ambientale, ma anche una grande opportunità di sviluppo economico. Per una regione come la Sardegna, che punta a rafforzare il proprio tessuto industriale senza rinunciare alla tutela del paesaggio e delle risorse naturali, investire in innovazione, sostenibilità, ricerca e tecnologie pulite significa costruire un modello di crescita capace di creare occupazione qualificata, aumentare la competitività delle imprese e valorizzare le peculiarità del territorio.